Andra Dare

Fourculture Magazine

Dark Light Radio - The Dark Room, Live Interview

Radio Interview with Synergy of Dark Light Radio.

Last Exit For The Lost Radio Show, New York

Playlist.

Sounds Behind The Corner

ANDRA DARE

“Epic Lifestyle”

(Anno 2011 – Autoprodotto)
U.S.A.

 

Concept ed idee sono tutte nel meraviglioso disco rigido dell’artista che è il cervello ma questo problema la costringe a ridare una nuova forma, una neo-anima alla sua musica, ricalcandone i ricordi e le percezioni non spente, per condurci e stuzzicarci oggi con quattordici tracce, così riviste, così volute.

 

Ed è un ottimo lavoro!Ed è un ottimo lavoro!

Davvero ottimo, considerando che la parte tecnica, vede la masterizzazione di Ken "hiwatt" Marshall, tecnico specializzato voluto da Skinny Puppy, Linkin Park, Rammstein, giusto per inquadrare il livello eccelso scelto per la nuova forma sonica.

Elettronica e mood introspettivi su piani quasi siderali e romantici, sono la culla del suono di Andra Dare, il suo gotico è tipico americano, rispecchia le atmosfere sognanti dei London After Midnight senza cadere nei luoghi comuni del genere, allarga la sua visuale dandole un alone dreamy, quasi chill abbracciando Hungry Lucy (per noi sempre una radiosa regina della tenerezza malinconica), cattura la musica dandole piccole inclinazioni che ammiccano a sonorità di casa Shinto Records, tra tutti gli act, Bella Lune è la più attinente e non è poi nemmeno così lontana da Dawn Wagner degli Scarlet Slipping, un altro bersaglio di Shinto Records

Se questi preamboli vi stuzzicano la curiosità eccovi “Epic Lifestyle” un esordio felice e già maturo per una musicista che potrebbe ambire ad una label importante anche europea che le permetta di competere e proporsi a tutto quel pubblico che pretende da una voce femminile grazia eterea, carattere, la possibilità di sognare ascoltando una canzone.

Vic Anselmo o i Chandeen, questi sono gli speculi nel Vecchio Continente e non è così lontana la musicista di Seattle: gusto, animo volatile e fortemente intriso di malinconia e dolcezza, la richiesta di essere protetta dalle sue note, la volontà di essere cullata dalla stessa arte che alimenta, un piccolo braciere emotivo.

Apatica e disillusa: la voce di Andra quasi sempre si presenta in questa tonalità come in “Forest” o nel downtempo curato dal pianoforte e dagli effetti trip-hop di “Ourania”, due brani che sono cantati ora da un fantasma metropolitano, sofferente tra cemento ed acciaio, un ectoplasma femminile che ha perso il suo terreno antico e lo rimpiange nelle notti urbane di una città vuota e aliena.

In questa modalità risulta forte lo charme onirico di una donna che nella notte metropolitana si chiude all’interno di un pop sofisticato perché retrò nel gusto anche quando in “Cruel” di nuovo arrangia per la sua ballata ritmi trip-hop clubber e scuri, lenti perché meditati, sofferti ma ancora vitali.

Lo slow diviene post-industriale grazie alle aggressioni vocali di “Swan”, bellissima composizione che trova posto nella parte finale carica di sentimento ora contrastante nel dualismo bella/bestia, emotivo seppur digitale, teso nel volere uno spleen al neon macchiando l’aura di Andra tramite la forza maledetta che, ferale e sepolcrale, risorge tra dilatazioni di synth ed ambient etereo.

Con “Dacryphilia” il riscatto anche leggermente ballabile: ottime drum-line al servizio del canto ancora effettato o delle linee di tastiera qui maggiormente geometriche ma in grado di dare svolte improvvise tra stop e riprese, cambi di direzione senza sconvolgere la musica creta per rimanere sospesa in equilibrio.

Ottimo esordio di Andra Dare: inizia bambina costruendosi una chitarra con assi di legno e fantasia, continua in età adulta costruendo oggi la sua musica con grinta o con il piccolo aiuto di Dr. Ohm, responsabile dall’altra parte dell’Oceano della bella texture dark ed ambient nell’act Heavenly Voices, in “Epic Lifestyle” nel brano “The Evil Inside”.

Ora a voi la prossima mossa: una piccola vampira di Seattle vi attende offrendovi la sua musica; credo vi eviterete morsi, Andra Dare vuole suggere tenerezza, quattordici tracce, quattordici coccole, buon ascolto.



Nicola Tenani

Grave Concerns eZine

"Creul" Andra Dare seduces with her own blend of darkwave. Don't pigeon hole Andra Dare's music as industrial or gothic, rather appreciate her vast alternative interests and influences for a realistic blend. Andra Dare's dreamy vocals on "Fury" is the perfect backdrop for a warm Spring day at about when twilight hits... "Metis" is a spacey stepsister of perhaps "Collide" with some twisted tuning and dreamy, and dark shoegaze. My overall favorite may be "Horses" with a beautiful folk/goth intro that spins a web of a danceable classic in the making...don't think EBM beats....rather...DCD realm. Stunning. There are some industrial tracks and guitar perfection, it's a well rounded cd that has staying power. We want more Andra Dare....!!!

Crawling Tunes Magazine

In German, physical magazine only.